Produzione Video Moda Italia

Produzione Video Moda Italia:

Anche in Italia marche di abbigliamento più o meno famose si affidano sempre più al video come strumento di pubblicità.

Solitamente questi video sono destinati ai negozi, siti web ma anche per altri canali distributivi, esempio Tv o direttamente per uso interno.

Molte volte vengono realizzati le collezioni Primavera/Estate e Autunno/inverno ma può essere che l’ azienda vuole creare contenuti anche per social o far conoscere qualche nuova loro creazione, questo è un mio video d’ esempio: video retro collection 

Dipende dal Budget dell’azienda se gli scatti e il video vengono fatti in esterni o interni, normalmente la durata minima dello shooting è due giorni.

moda

video moda

Ho collaborato per vari marchi da Kiabi a Cafènoir e ho notato negli ultimi anni un’ evoluzione molto interessante.

Mentre prima il video rappresentava un “secondo servizio” poiché l’ azienda era interessata più alle foto (infatti le riprese venivano fatte tra uno scatto e l’ altro), adesso hanno preso rilevanza soprattutto i video brevi destinati ai social.

Altro cambiamento è l’ uso di modelli e modelle, mentre prima le aziende si affidavano ad agenzie adesso molte campagne vengono affidate soprattutto a ragazze influencer che contano qualche migliaia di followers su instagram e che oltre a farsi fotografare e filmare scattano loro stesse le foto pubblicizzando nei loro canali il brand.

La difficoltà nella produzione di un video moda riguarda cercare l’ inquadratura giusta con lo sguardo proteso al montaggio e tutto in poco tempo, riuscendo ad organizzare la scena e l’azione e trovando il linguaggio giusto del brand.

A volte le riprese sono statiche quindi c’è l’ uso del treppiedi molte altre volte è in movimento, si usa quindi uno stabilizzatore.

Questo è un esempio di lavoro che ho realizzato per Koralline (clicca qui)

 

 

Produzione Video Moda Italia

 

TAG: VIDEO MODA  TOSCANA DANIEL VIDEOMAKER

L’arte nel digitale

L’arte nel digitale

Seconda parte dell’ articolo legata alla concezione della fotografia nell’ 800 e oggi.

Per chi non avesse letto il precedente articolo premere qui

Nel corso del novecento l’ arte della fotografia è diventata sempre più ricercata, aziende specializzate nella costruzione di obbiettivi e corpi macchina come Nikon o Canon, fotografi professionisti che utilizzavano la fotografia sia per reportage sia come strumento d’ arte.

La tecnica che stava dietro ad una singola foto era complicata, ricercata e non alla portata di tutti.

Il digitale negli ultimi anni ha ribaltato tutto questo.

Chiunque con poche centinaia di euro può comprare apparecchi che non hanno nulla da invidiare ad apparecchi analogici costosi.

Il mercato si è allargato portando con se effetti positivi ma anche negativi.

La domanda quindi sorge spontanea.

L’ apertura del mercato e l’ utilizzo di fotocamere professionali da parte di amatori che si spacciano da professionisti screditano il valore artistico della fotografia?

L’ arte nel digitale

La risposta anche in questo caso non è banale.

La rivoluzione digitale non è legata solo alla fotografia ma si estende a tutte le arti dalla Musica al Cinema.

L’ utilizzo di programmi open source, apparecchi economicamente disponibili alla grande massa ha permesso la creazione di contenuti multimediali numericamente impressionanti.

Ogni minuto viene caricato su youtube 300 ore di video.

La cosa positiva è che finalmente l’ arte è a disposizione di tutti.

Ma la sovrapproduzione di contenuti diminuisce ovviamente il valore del singolo.

Lavorativamente parlando nasce l ‘idea crowdsourcing che non è altro la conseguenza del mercato allargato, non affidarsi più al lavoro di professionisti del settore ma imbandire concorsi ai quali a tutti è possibile partecipare e solo ai progetti vincenti assegnare premi in denaro.

Muore così l’ idea di professionalità, negli ultimi anni stiamo assistendo al fenomeno del “Talent” format non solo televisivo ma anche lavorativo in quanto il lavoro non è retribuito in base alla sua qualità intrinseca ma solo se esce vincente dal concorso indetto.

In parole povere lavoro a gratis, le aziende ovviamente vedono questo fenomeno in maniera positiva in quanto con poche migliaia di euro disporranno centinaia di contenuti ma la verità è che senza un vero studio da parte di un professionista, senza una vera analisi del cliente e senza interazione umana il lavoro non sarà mai eccelso.

Quindi in definitiva la massificazione artistica porta all’annullamento dell’ arte?

No, poiché l’ artista non è colui che possiede gli strumenti necessari per farla ma colui che attraverso essi riesce a esprimere sé stesso.

Ovviamente sarà più difficile “uscire” dal calderone multimediale ma il tempo renderà merito alla professionalità.

L’ arte nel digitale

 

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La fotografia è arte?

La fotografia è arte?

Evoluzione della fotografia nell’ 800 e oggi.

La risposta potrebbe sembrare banale ma fidatevi non è così!

Chiunque oggi non avrebbe dubbi sul fatto che la fotografia sia arte, professionisti del settore, direttori della fotografia, appassionati di tutto il mondo.

La fotografia è insieme al cinema la forma che più identifica il XX secolo.

Ma non è sempre stato così, sin dalla sua scoperta la fotografia è stata oggetto di dibattito.

Infatti per gli artisti ottocenteschi come poteva un apparecchio automatico che utilizzava la luce solare essere considerata arte?
Tutti possono fotografare, anzi i fotografi venivano considerati pittori mediocri e svogliati nello studio che attraverso lo stratagemma fotografico sopperivano a mancanze tecniche. Ma cosa stava succedendo, come mai questa avversione alla fotografia?

Uno dei motivi fondamentali di questa avversione lo possiamo collegare al ritratto fotografico che era molto più economico rispetto ad un dipinto a mano.

Foto ottocento

Quindi in linea di massima quasi tutti potevano permetterselo.

Fino al al XIV secolo i dipinti erano solo raffigurazioni religiose poi con l’ umanesimo i soggetti raffigurati iniziarono

a riguardare anche il profano fino ad arrivare ai ritratti nobiliari.

I nobili si facevano ritrarre non solo perché lasciavano un segno nel tempo ma perché in qualche modo si avvicinavano a Dio (essendo stato il soggetto principale dei pittori).

Con la nascita della fotografia la concezione del ritratto è totalmente cambiata.

Veniva a meno la disparità tra ricchi e poveri e ovviamente il ceto nobiliare non era molto d’accordo.

E’ anche vero che i primi apparecchi fotografici date le dimensioni e i lunghi tempi di scatto non davano spazio alla

creatività dell’ artista, erano troppo meccanici.

All’ inizio quindi la fotografia si espanse in tutta europa più che altro perché destava curiosità.

Una volta esauritasi la novità, i fotografi iniziarono a sperimentare un linguaggio.

Nascono i primi esperimenti, nascono scuole, professionisti del settore come Nadar, movimenti artistici.

In altre parole la fotografia era diventata Arte.

Ma oggi che con l’ era digitale fare fotografie è alla portata di tutti, la fotografia può essere considerata arte?

Il fatto che in molti si spacciano “fotografi” semplicemente perché possiedono una reflex  screditano il valore artistico della fotografia?

Leggi il prossimo articolo…

L’ arte nel digitale

Evoluzione della fotografia nell’ 800 e oggi.

Parte 2

 

 

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