montaggio

Il montaggio

è l ‘essenza del cinema, il modo più pratico e funzionale per raccontare una storia.

Eppure il montaggio non è nato con il cinema, si dice infatti sia stato scoperto casualmente quando si inceppò la macchina da presa a Méliès (padre fondatore del cinema) e da allora fu utilizzata in modo intenzionale.

Siamo abituati a vedere film in cui vengono montate le scene o inquadrature e pensiamo quindi che il montaggio sia un’azione naturale ma in realtà non è così!

Infatti il montaggio classico ha un sacco di regole che vanno seguite, se noi vediamo una scena a cui è stato praticato un montaggio sbagliato ce ne accorgiamo subito!

Quasi tutti i film hanno un montaggio detto “invisibile” cioè lo stacco da una inquadratura all’altra  deve essere compiuta in modo che lo spettatore non si accorga che la macchina da presa è stata stoppata.

Qui trovate un link di una scena con il montaggio “invisibile” https://www.youtube.com/watch?v=UOqiFka4XTs

Abbiamo un montaggio di questo tipo attraverso i così detti raccordi che possono essere:

.Raccordi di asse

.Raccordi di posizione

.Raccordi di movimento

e molti altri ancora…

In parole povere questi raccordi servono a creare un movimento fluido nella scena.

Se ad esempio il nostro soggetto sta parlando con una persona seduta, quando inquadriamo quest’ultima la macchina da presa deve guardare dall’alto verso il basso, infatti deve  seguire l’asse degli occhi del nostro soggetto, solo in questo modo il dialogo può funzionare senza che si confondino le varie posizioni dei vari soggetti.

Un altro raccordo molto importante è quella legata al suono, ad esempio faccio una inquadratura di  una persona che cammina e si sente il rumore di un pianoforte poi nell’inquadratura successiva c’è un ragazzo che suona il pianoforte.

Il montaggio funziona.

Infatti anche se le inquadrature sono molto separate tra loro (uno è in esterno, l’altro in interno, uno cammina l’ altro sta seduto ecc…) attraverso il raccordo sonoro lo spettatore quasi non si accorge dello spostamento dell’ inquadratura.

Ovviamente esistono registi che intenzionalmente vogliono comunicare uno stacco tra una inquadratura all’altra per dare un valore metaforico, ma questa è una pratica intenzionale non un errore!

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